Il musicista

Date: martedì, 08 luglio 2008
Time: 01:15
In: poetica-mente

sul pavimento rivestito di stoffe ti atterrerei
mentre continua la musica forte da far male
un colpo di pistola alla testa no
ma al centro di quella schiena
senza sangue planerei su quel corpo madido non di me
e nel suo bacio di candore mortale insinuerei
una goccia di acido calore
che divora rendendo ghiaccio

al centro del tuo cervello la mia follia s'impianta
batterica tumorale massa cerca di scalfire
la piramide delle priorità
regina di un tempo si aggrappa e in vena scende
frontale scorre e rincorre con sibili
il sogno di un carbonico scambio
per essere vita tra le tue mani
nel tuo cervello la mia follia affonda
cerca morbido terreno come mosca e depone
desideri come uova e grida come diamanti

larvale sedo riflusso emorragico
come princìpi di rivolta e vibro ancora e sento
battiti che miei non sono e scendono
e schiaffeggiano l'anima immota come
sperimentali tormenti e vogliono umiliare
ciò che di me resta
integrità volontariamente gettata e riarsa
in nome di un dio prurito di vita
che mi dissolve ma mi eleva e brucia
come secrezioni caustiche dai nervi alle ossa
scricchiolando piano in modo insistente

lievi contorcimenti mi piace guardare e non sai
alle tue spalle osservo ogni mutamento
della pelle-rettile che si contrae
e ogni spasmo di tendine è l'orgasmo dei miei sensi
impressi in significati nuovi e movimenti puri
scevri di malizia e io
di malizia colma traboccante desiderio di liquame nero
infetto col mio sguardo l'innocente ardore
dei tuoi convulsi gesti
retrattile agguanto l'anima tua e la lascio danzare
sulla punta della mia lingua
demone acuto cautamente attende il turno
che ponga fine alla sua agonia

mi perdo e con trasporto ti sorvolo sempre lenta
muta famelica con gli occhi ingoio
ogni pertugio che casto si offra al mio sguardo
con mani invisibili affondo in soffici pieghe
con un soffio le sollevo per farle mie
ogni dettaglio trasformo in sibilo e marchio a fuoco
scagliando sguardi pesanti come massi
e fremiti di te scorrono tra le fibre dei miei occhi
per percorrere la linea delle tue lunghe cosce
fragili come rami d'albero


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Vivaldi

Date: lunedì, 30 giugno 2008
Time: 16:27
In: poetica-mente, r-esigui di me

mille anni abbiamo atteso
e la paura ci ha sepolti
lame tra le mani e una parola
"mio" tra le labbra
agonizzante insetto su legno
mi nutre di contingenza
altre parole avrei avuto
senza di essa
triste pensiero che distrugge
impotenza cosmica e nuovo nulla
vattene vacca a morire altrove
con quelle gambe umane
sempre aperte
perdio uccidimi dilaniami
devastami prima dell'oblio
che non scordi
che possa portarne sempre i segni
cicatrici voglio per non scordare
che potevo sentire
che i violini che sento mi divorino
cuore e mente e taglino la carne
per non scordare e vibrino
nell'anima morta
come i baci negati per risorgere
questo mio sentimento ingrato
che sale e vorticoso cade
ancora

so che scorderò il tuo viso e la voce
e ciò che ci legava svanirà nel nulla
ma questi violini non li dimenticherò
e allora siano tuoi i suoni strazianti
più di tutti i gemiti delle notti
e i sorrisi dei giorni perchè essi
sfiorano e graffiano con dolore come
punture e orgasmi di piacere che tu no
non saprai mai come lacrime che gridano
uccidono ancora e ancora innalzano e
sono bellezza superiore a noi e
sono tutta la nostra lucida immortalità
userò tutte le parole del mondo e
tutti i silenzi per questi brividi
mi da insostituibile agonizzante tortura
più di mille uomini ai miei piedi
queste note io ti dono


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Date: domenica, 29 giugno 2008
Time: 20:23
In: poetica-mente

parti di te assorbo
entra in dissolvenza
dissolvenza in nero come sipario
bianco il mio pensiero come cieco
mai di nessuno
mio men che meno e io
io nemmeno di me
corro
corro in vicoli e strade chiuse
vago nei mari e nei fiumi striscio
supina faccia a terra
mento umido ancora
piansi per mesi
ogni giorno piansi
piangerò ancora e promisi che
non avrei più pianto
piccoli destini e una visione
milioni di uomini con sorrisi ebeti
saltellano verso la morte
forte si stringono le mani
negando il terrore dei volti
mio immodesto
solo non esiste
mio per sempre
cuore infranto in estasi mistica
nell'errore più sublime
che di dovere mi coglie in peccato
ancora


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Alice nell'impero della chiacchera

Date: venerdì, 27 giugno 2008
Time: 08:30
In: r-esigui di me

Alice nell’impero della chiacchera si dimena invano.

Invano cerca timore espressivo e adolescenti memorie.

Alice nell’impero dell’assenza comunicativa annaspa gridando.

Pone mille domande implicite e implicitamente attende risposte.

Di logorrea vive e vomita parole vane ai piedi dell’umanità.

L’umanità non ha orecchie. Mai.


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plastica

Date: giovedì, 26 giugno 2008
Time: 15:16
In: poetica-mente

non amo che d'amor fasullo
e il mio canto d'autunno ingloba
astri ritorti del pio tormento
sibila sgualdrina d'altri tempi
di sussurri che non senti esser grida
preoccupata di sottili inganni
che disumanamente corrodono
l'inutilità del tutto
lieve sentire scorre di medio taglio
la colpa di sensi che non ho
e tolgo colpi di lingua sui miei scatti
illusione di vagare in estasi
consapevole di vanità respinte
e urlo poi nella mia mente inerme
che di sè un futuro esiste
io sono plastica e il mondo mi devasta
tuttavia esso per me è niente


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Date:
Time: 15:15
In: poetica-mente

tutto sconvolge nulla coinvolge
nulla che riempie vuoti a rendere
tic di carne sopra il corpo
bisogno dolce di cancrena
abbandono respinto e agognato
cresce imperante il soffio assente
riempie di lumi i nostri giorni
in cristo la mia arte è morta
sistematica sono e nessuno mi fermi
ho dei complici da tradire
di superficie mi nutro e se sbaglio dimmelo
sopravvive per disciplina di annichilimento
con franchezza desiderio muore
e timida rivalsa
oggetto di mia libido spenta
nemmeno il tempo per una svelta
e bisogno di tenerezza infinita
conto macchie in superficie
come cristalli


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insignificanza

Date: lunedì, 23 giugno 2008
Time: 10:55
In: poetica-mente

insignificanza di sguardi
tenui occhi temono contatti
sincopaticamente vibrano l'aria
scandali turchini gioelli d'etere
eterna bellezza vide nell'attimo
secessione di scontro e intimità
rudere di noia e crimini rosa
rase al suolo le speranze
l'occhiata schizoide vaga
paranoide in delirio misericordia
richiede ancora e trema
nel rifiuto e nel soccorso
non brama salvezza ma morte
pietosa morte amorosa madre
che uccida infante con sentimento
negli occhi pallidi di stanchezza
si accumula da anni e il sonno
tutto il sonno del mondo
ambisce e illumina solo gli ultimi
senza senso eppure pronti
prove di vita per la diretta
non ci saranno errori di sorta


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la lama: residuo del 3 gennaio 2008

Date:
Time: 10:52
In: r-esigui di me

cerco l'angolo di nuovo. chiudo le finestre e spengo le luci.
che se ne vada, questo cane bastardo che mi pianta i denti nel cuore.
che muoia di dolore atroce. che evapori nella notte.
annebbiati, cervello. muori, pensiero. muori muori muori. prima che
ti ammazzi con le mie stesse mani.
e muori anche tu, neve, con tutte le tue promesse. che venga la pioggia a cancellarti


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ecco l'utilità della psicoterapia: residuo del 3 gennaio 2008

Date:
Time: 10:51
In: r-esigui di me

ciò che Baby non aveva capito, nei mesi in cui la vedevo due volte a settimana, era il mio perfetto autocontrollo. gentile, pacata, timida. credeva fosse un buon segno. e soprattutto, era l'AUTOIRONIA, che la fregava....e le mie omissioni continue, questo è ovvio. parlavo della LUCIDA AUTOIRONIA, vagamente dandy, a suo modo. una perfetta autoanalisi di tutte le azioni stupide che continuavo a compiere. una perfetta consapevolezza delle mie motivazioni e dei miei stati d'animo. Baby credeva, e non a torto, che, anche nei momenti di maggiore crisi, continuassi a conservare una sorta di lucidità. ciò che si ostinava a non comprendere, e che io lasciavo alla sua immaginazione, come se dovesse essere una cosa assolutamente evidente, era la mia intenzionalità, nel compiere quelle azioni. ero spettatrice dei miei deliri, li approvavo. non volevo controllarmi, avevo bisogno di quello sfogo violento e distruttivo. sapevo cosa stavo facendo, sapevo che era stupido e, tuttavia, non avrei voluto fare altrimenti. ma lei si lasciava ingannare dal mio sarcasmo, pensava che fosse un modo per prendere le distanze da quei momenti di follia. non era così. li sentivo parte di me, tanto quanto l'ironico distacco che manifestavo in sua presenza. la cosa non presentava, a mio parere, nessun aspetto apertamente contraddittorio. Baby decise, allora, che la cura adatta al mio male fosse l'Amore, come io stessa credevo, in quel momento -ovviamente Amore e pillole, ma quelle erano sottintese-. così mi viziava di complimenti sul mio aspetto fatale e sulla mia profonda intelligenza. commenti che trovavo estremamente disgustosi e fuori luogo. promettendole che sarei rimasta da sola, mi davo al più profondo troieggio, convinta di dover trovare l'AMORE -ogni tanto ci ricasco ancor oggi-. quando trovai, infine, l'amore (sì, non quello con la A, nonostante io lo credessi tale, inizialmente), Baby fu estremamente felice e si convinse, una volta per tutte, che le pillole avrebbero fatto il resto. e che sopresa devo averle fatto quando, dopo un paio di mesi di latitanza, la chiamai con urgenza chiedendole un appuntamento! e che viso affranto, quando nominai le parole Pronto Soccorso, Psichiatra, Gruppo Crisi. facendo appello a tutta la mia sincerità, decisi di svelare il reale motivo della mia visita: Sua Maestà il Re-Meron. non sarei certo andata al gruppo crisi, per farmelo prescrivere. GIAMMAI. solo il nome mi dava ribrezzo, e a ragione, perchè appresi che si trattava di un gruppo di ascolto, sullo stile degli AA -probabilmente composto da adolescenti complessati-. me ne andai, felice, con la mia ricetta -che il medico mi scrisse subito, non appena gli dissi che, al posto del Gruppo, preferivo Baby-: REMERON, stampato a chiare e limpide lettere. inutile dire che il Re si dimostrò ben più sadico del previsto, e così tornai, con la coda tra le gambe, da Baby, per chiedere consiglio. Baby, da parte sua, cominciava a capire di aver sottovalutato la questione ma, probabilmente, credeva di poter porre rimedio alla propria ingenuità... "mia Cara", disse, "per lei ci vuole il Litio". memore dei Nirvana, la cosa mi allettava. poi ci pensai meglio, e decisi che le crisi erano pur sempre meglio del vuoto. non mi feci più vedere. ovviamente, di lì a qualche tempo, cominciai a ricredermi. chiamai di nuovo Baby, per farmi dare il Litio: "Cara, non sprechi tempo...il medico di base non può farle la ricetta: corra subito al CIM, o al Pronto Soccorso". per quanto riguarda il Pronto Soccorso, decisi che ci sarei tornata solo se fossi stata in punto di morte. e, per quanto riguarda il CIM, non osai chiedere cosa fosse. mi informai su Answers: CENTRO DI IGIENE MENTALE. "ahah, non mi avrete mai...", pensai e, così riflettando, mi diedi nuovamente alla macchia


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mattino

Date: sabato, 14 giugno 2008
Time: 18:38
In: r-esigui di me

alle 11 del mattino la città è ancora avvolta in una luce fredda. nel bianco accecante la mia pelle sembra fatta di polistirolo. ci si potrebbe infilare uno stuzzicadenti, diresti, staccare piccoli pezzi di carne, vederla sbriciolarsi e cadere al suolo. nel bianco guardo le mie braccia oscene e un conato mi incenerisce gli organi.
nella vasca l'acqua è rossa. distesa nell'acqua rossa come in un accoltellamento recente osservo il mio ventre molliccio gonfio affiorare appena dall'acqua. mi disgusta. chiudo gli occhi e fingo di essere morta. ma non ho motivo di morire, mi dico, e sprofondo nel rosso.
ho cercato l'eternità, ho cercato l'immortalità. ho collezionato anelli e promesse e lacrime e sangue. e poi sibili e gemiti e sudore e pelle. e sconfitte e vittorie che odorano di sconfitta anch'esse. sono ancora qui, tuttavia. e non ho motivo di morire. non ho nemmeno motivo di vivere. non ho motivo di nulla.
ho cercato l'eternità. l'eternità è fatta di piccole morti e mi ingabbiava con sottili sbarre d'argento. mi dondolavo nella mia desiderata gabbia come un'allodola fiera della sua prigionia. la mia produzione più intensa si colloca tra i 17 e i 19 anni, penso, e tutto questo è andato perduto. le pagine di bellezza giovanile bruciate dal cancro del mio rimorso. e non hanno lasciato traccia alcuna. bruciate e con loro la mia giovinezza, che si compone di fantasmi di eterna ricostruzione. ma il rigore storico non è tutto. con questo pensiero mi do una consolazione magra.
sono, quindi, la scimmia crocefissa che si divincola tra i lacci stretti. sono la scimmia delle ore tre che si ferisce con i lacci con cui ha permesso agli uomini di legarla. il mio torace per nulla ritmico si contrae convulso. segna la mia nuova sconfitta. si chiede se sarà quella definitiva, stavolta.


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Paginazione

Amae_The Ultimate Nakazanie

Il mattatoio dell'anima

Amae

e ritorno con una piccola nuova luminosissima ossessione
sono sempre io e se mi amate
dovrete seguirmi

miei cari, questa è la mia vita
la morte
l'amore
credevo di morire

ma sono viva

e ritorno per dare voce
all'ululato che freme in ognuno..
la mia disperazione

ringrazio le mie donne,le donne della mia vita..
gli uomini è meglio non ringraziarli mai

ringrazio la ragazza senza nome il cui requiem ho perso
il colpevole è uno stupido impeto di rabbia
la ringrazio ugualmente per avermi fatto desiderare di morire per lei

ringrazio la mia gemella
il suo destino è uguale al mio
l'ho odiata e le chiedo scusa

WatChMeBuRn ha imparato a chiedere scusa ed è rinata
con un po' di pazzia in più..
ora può massacrare implorando

chiedo quindi scusa alle vittime del mio morbo
e mi lavo l'anima
con il fango

io amo e sono egoista
desidero la carne e il sangue e l'odore mi fa impazzire
la sera la frenesia mi assale
voglio divorare il mio uomo e poi averne ancora
e voglio che sia mio

la gelosia è la mia croce
il possesso è il mio destino
vivo nella ricerca di qualcuno
che sia mio

l'ho trovato? forse..

questo è il mio gioco


Doni d'avorio

goodnightmoon88 in mattino
WatChMeBuRn in Alice nell'impero de...
theflymacphisto in Alice nell'impero de...
utente anonimo in Alice nell'impero de...
WatChMeBuRn in Alice nell'impero de...
utente anonimo in Alice nell'impero de...
WatChMeBuRn in mattino
WatChMeBuRn in quasi nonsense
theflymacphisto in mattino
utente anonimo in mattino

Velvet Underground_Venus in Furs

Shiny, shiny, shiny boots of leather

Whiplash girlchild in the dark

Clubs and bells, your servant, don’t forsake him

Strike, dear mistress, and cure his heart

Downy sins of streetlight fancies

Chase the costumes she shall wear

Ermine furs adorn the imperious

Severin, severin awaits you there

I am tired, I am weary

I could sleep for a thousand years

A thousand dreams that would awake me

Different colors made of tears

Kiss the boot of shiny, shiny leather

Shiny leather in the dark

Tongue of thongs, the belt that does await you

Strike, dear mistress, and cure his heart

Severin, severin, speak so slightly

Severin, down on your bended knee

Taste the whip, in love not given lightly

Taste the whip, now plead for me

I am tired, I am weary

I could sleep for a thousand years

A thousand dreams that would awake me

Different colors made of tears

Shiny, shiny, shiny boots of leather

Whiplash girlchild in the dark

Severin, your servant comes in bells, please don’t forsake him

Strike, dear mistress, and cure his heart

Muori con me

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